Il colpo di frusta: Il grande aiuto dell’osteopatia

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Il colpo di frusta: Il grande aiuto dell’osteopatia

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Il colpo di frusta (whiplash) è un trauma distorsivo del rachide con “effetto sorpresa”, nel quale viene riscontrato un meccanismo accelerativo-decelerativo (variazione di velocità in una direzione e brusca inversione di marcia) di trasferimento di energia sul collo, che può far seguito a collisioni anteriori o laterali dovute ad incidenti stradali (il classico tamponamento automobilistico), a cadute, salti o tuffi scomposti e ad altri eventi traumatici.

Esso implica una sollecitazione acuta del rachide cervicale, associata a distorsione o distrazione o temporanea sublussazione (nei casi più gravi), con frequente interessamento delle strutture legamentose, del disco intervertebrale, della capsula e dei muscoli. Il fenomeno del colpo di frusta è tanto più forte quanto più la decelerazione è violenta, ma ad essere determinante è anche e soprattutto l’imprevedibilità dell’evento, che coglie di sorpresa tutte le strutture muscolo-articolari del tratto cervicale e – in particolare – del rachide.

Il colpo di frusta si verifica in due casi:
– Quando un corpo in movimento è fermato bruscamente.
– Quando un corpo fermo è messo in movimento bruscamente.

La dinamica del colpo di frusta implica due tempi:
– Accelerazione della parte bassa del corpo in avanti con proiezione all’indietro del capo.
– Proiezione in avanti del capo appena la parte bassa del corpo decelera.

Può verificarsi:
una iperestensione (la testa si piega all’indietro sul collo e i muscoli flessori si contraggono) seguita da una iperflessione (la testa si piega in avanti comprimendo le strutture del collo).

Si possono riscontrare anche iperflessioni laterali, che acuiscono gli effetti del trauma.

Tra i sintomi del colpo di frusta più comuni si segnalano: indolenzimento; mal di testa; dolore e rigidità a collo e spalle; dolore a braccia, schiena, petto e mascella; vertigini; formicolii; debolezza; nausea e vomito; acufene.

L’OMS ha definito le nozioni di:
– whiplash (colpo di frusta)
– whiplash injury (conseguenze lesionali del colpo di frusta)
– whiplash associated disorders (o WAD: manifestazioni cliniche secondarie al colpo di frusta).

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Il trattamento osteopatico.

L’osteopatia – all’interno di un’ottica multidisciplinare – può essere molto efficace per trattare le disfunzioni generate dal colpo di frusta, sia in fase acuta che cronica. L’approccio osteopatico considera il soggetto nella sua globalità e, pertanto, il colpo di frusta è inserito in un quadro ben più ampio del solo tratto cervicale a cui solitamente viene ricollegato. Molto spesso, ad esempio, le conseguenze del colpo di frusta sono legate invece ad una disfunzione della mobilità del fegato, che in quanto organo dotato di massa maggiore è quello che più di tutti trasmette il trauma. A sua volta, il fegato crea una disfunzione nel diaframma, al cui blocco contribuisce anche lo shock dovuto all’evento traumatico. Secondo il punto di vista osteopatico, il problema del colpo di frusta si riscontra soprattutto a livello di blocchi di mobilità delle vertebre toraciche e nell’articolazione cervico-dorsale. Lo scopo della manipolazione osteopatica nel trattamento della distorsione del rachide cervicale è quello di ripristinare la mobilità e la circolazione. Soprattutto nel caso in cui la persona abbia battuto la testa durante l’evento traumatico che ha generato il colpo di frusta, l’Osteopata presta particolare attenzione anche al distretto cranio-cervicale, alle dinamiche cranio sacrali e alla mobilità di queste ossa. In caso di tamponamento, l’Osteopata tratta eventuali strains a livello di spalle e costato dovuti alla trazione della cintura: la clavicola, lo sterno e le costole, infatti, possono subire delle trazioni e delle compressioni tali da provocare nei casi più gravi anche fratture. In Osteopatia, inoltre, non vengono trascurati i disturbi a livello viscerale generati dal whiplash, trattati attraverso manipolazione caratteristiche dell’Osteopatia viscerale creato dall’osteopata J.P. Barral. Altri disturbi associati al colpo di frusta affrontati dall’Osteopata possono essere anche i sintomi e le sindromi vertiginose, le alterazioni della funzionalità visiva ed i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, oltre agli aspetti legati alla cronicizzazione del dolore.

Nello specifico, nella fase acuta (caratterizzata da una forte contrazione muscolare e da una moderata o seria limitazione di movimento, con tessuti caldi e con edema), è consigliabile – dopo che il paziente è stato stabilizzato – un trattamento Osteopatico nel più breve tempo possibile, con il fine di minimizzare l’edema e le reazioni tessutali. Il trattamento viene fatto utilizzando anche tecniche mio fasciali ‘gentili’ in maniera indiretta e peri-lesionale (indirizzate, cioè, alle aree adiacenti di quella colpita dal trauma). La terapia di rilascio mio-fasciale è basata sull’idea che la postura scorretta, un trauma fisico, una malattia o lo stress emozionale possano disallineare il corpo e far sì che l’intricata rete della fascia (tessuto estremamente resistente che collega ogni organo e tessuto del corpo fino a livello cellulare) diventi tesa e contratta. Tra le tecniche maggiormente consigliate nella fase acuta si ricorda la Tecnica Jones (strain-counterstran) nel quale si rilasciano le tensioni e trattano le disfunzioni vertebrali togliendo la sintomatologia delicatamente e in tempi rapidi.

Nella fase cronica iniziale (da una settimana ad un mese), l’infiammazione acuta regredisce ma la tensione dei tessuti permane. Pur mantenendo le tecniche della fase precedente, l’Osteopata in questa fase applica anche tecniche più dirette alla zona coinvolta.

Nella fase cronica finale (superati i 2/3 mesi), permane un dolore leggero ed una piccola limitazione nel movimento. Le manipolazioni, mobilizzazioni e varie tecniche fasciali e funzionali riguardano l’intero corpo in modo tale da togliere eventuali compensi instaurati nel tempo su altri distretti.

osteopatia

-Fisiopoint-